EMDR
Nel lavoro su esperienze traumatiche e ricordi che continuano a produrre una forte attivazione nel presente, con l’obiettivo di favorirne l’elaborazione e l’integrazione.
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Chi sono
Il mio modo di lavorare nasce da una formazione psicodinamica e psicoanalitica e si è progressivamente arricchito di strumenti rivolti all’elaborazione delle esperienze traumatiche, alla regolazione emotiva e al corpo.
Ritengo utile comprendere non soltanto ciò che una persona manifesta nel presente, ma anche come ciò che vive oggi si colleghi alla sua storia, alle relazioni significative e alle esperienze attraversate.
Il presente ha una storia
Talvolta un sintomo o un malessere attuale non rappresentano soltanto qualcosa da ridurre o eliminare. Possono anche segnalare che un’esperienza, un conflitto o un bisogno rimasto in secondo piano richiedono attenzione.
In questo senso, ciò che accade nel presente può diventare una porta d’accesso per comprendere meglio ciò che, nella storia della persona, continua ad avere un effetto sul modo di sentire, reagire, entrare in relazione con gli altri e percepire sé stessi.
Questo non significa attribuire necessariamente a ogni sintomo un significato nascosto o una causa nel passato. Significa mantenere aperta la possibilità di comprenderlo all’interno della storia complessiva della persona, senza ridurre la terapia alla sola eliminazione di ciò che disturba.
Storia personale e identità
Esperienze dolorose, relazioni imprevedibili, la necessità di adattarsi troppo presto oppure il non essere stati sufficientemente riconosciuti, sostenuti o aiutati a comprendere ciò che si provava possono influenzare il modo in cui impariamo a stare con noi stessi e con gli altri.
Può diventare difficile riconoscere i propri bisogni, differenziare ciò che realmente si desidera da ciò che ci si aspetta di dover essere, affidarsi senza perdersi nella relazione o sentire di avere una propria direzione.
Molte modalità che oggi producono sofferenza hanno avuto, in qualche momento della propria storia, una funzione adattiva. Comprenderle senza giudicarle permette di chiedersi se siano ancora necessarie e se possano diventare disponibili possibilità differenti.
La base del mio lavoro
La mia formazione principale è psicodinamica e psicoanalitica. Questa prospettiva continua a rappresentare la base del mio modo di comprendere la sofferenza psicologica perché consente di prestare attenzione alla complessità della persona: alla storia, ai significati emotivi, alle relazioni interiorizzate, ai conflitti, ai desideri e alle modalità che tendono a ripetersi nel tempo.
Un ruolo importante è assunto dalla relazione terapeutica. La psicoterapia non è soltanto il luogo nel quale raccontare ciò che è accaduto: è anche una relazione sufficientemente stabile e affidabile nella quale possono essere riconosciuti modi di stare con l’altro formatisi molto tempo prima e, progressivamente, sperimentate possibilità differenti.
Approfondisci il mio approccioQuando comprendere non basta
Possiamo sapere razionalmente che una situazione non è pericolosa e continuare a sentirci in allarme. Possiamo comprendere l’origine di una reazione e trovarci comunque a ripeterla. Emozioni, corpo e memoria possono continuare ad attivarsi anche quando abbiamo già capito molto.
Nel lavoro su esperienze traumatiche e ricordi che continuano a produrre una forte attivazione nel presente, con l’obiettivo di favorirne l’elaborazione e l’integrazione.
Approfondisci →Per prestare attenzione anche a sensazioni, posture, impulsi all’azione e stati di attivazione, soprattutto quando l’esperienza non è accessibile soltanto attraverso le parole.
Strumenti utili, quando indicati, nel lavoro con autocritica, vergogna e regolazione emotiva e nello sviluppo di una relazione meno automatica con pensieri ed emozioni.
In alcune situazioni specifiche, soprattutto nel lavoro sulle paure e sull’evitamento, come integrazione all’interno di un percorso psicoterapeutico più ampio.
Non si tratta di trattamenti tra i quali la persona debba scegliere autonomamente. Sono prospettive e strumenti che vengono valutati e integrati, quando indicato, all’interno di una psicoterapia costruita sulla persona.
Formazione ed esperienza
Lavoro in ambito psicologico e psicoterapeutico da oltre vent’anni. Alla formazione teorica considero essenziali l’esperienza clinica, il lavoro personale e la supervisione.
Laurea in Psicologia.
Specializzazione presso la Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica, accompagnata da analisi personale e supervisioni cliniche.
Approfondimenti successivi rivolti all’elaborazione del trauma, alla regolazione emotiva e al lavoro con l’esperienza corporea.
Oltre dieci anni di collaborazione con il CPS 6, confrontandomi con situazioni cliniche differenti e con il lavoro nei servizi territoriali.
Iscrizione all’Ordine degli Psicologi della Lombardia n. 12055.
La relazione terapeutica
Considero importante che la relazione terapeutica possa diventare progressivamente uno spazio stabile e affidabile. Non perché nella psicoterapia debba essere evitato ciò che è doloroso, ma perché proprio una relazione sufficientemente sicura può rendere possibile avvicinarsi a esperienze che in passato sono state troppo difficili da affrontare da soli.
A volte ciò che ha lasciato una traccia riguarda qualcosa che è accaduto. Altre volte riguarda anche ciò che non è stato possibile ricevere abbastanza: protezione, riconoscimento, conforto, sintonizzazione emotiva o la possibilità di sentirsi sostenuti mentre si imparava a comprendere sé stessi e il mondo.
Trauma ed elaborazionePrimo colloquio
I primi incontri servono a comprendere meglio ciò che sta accadendo, ricostruire gli aspetti della propria storia che possono essere rilevanti e valutare insieme quale forma di intervento possa essere più adatta. Una consultazione non comporta automaticamente l’inizio di una psicoterapia.