Storia, relazioni e identità

Storia personale e costruzione dell’identità: quando diventa difficile riconoscersi.

L’identità non è soltanto un’idea che abbiamo di noi. Si costruisce nel tempo attraverso relazioni, emozioni, esperienze, possibilità di scelta e modi di adattarsi. In alcune storie può diventare difficile distinguere ciò che si desidera da ciò che si è imparato a essere per proteggersi, appartenere o non perdere un legame.

Comprendere

L’identità non nasce tutta insieme e non si costruisce da soli.

Diventare sé stessi non significa scoprire un’essenza nascosta e immutabile, ma poter riconoscere e integrare aspetti diversi di sé dentro una storia che continua a evolvere.

Fin dalle prime relazioni impariamo qualcosa su ciò che possiamo sentire, mostrare, chiedere e aspettarci dagli altri. Essere visti, riconosciuti, contenuti e progressivamente lasciati liberi di differenziarsi contribuisce alla possibilità di costruire un senso di sé sufficientemente stabile e, nello stesso tempo, capace di cambiare.

Nel corso della crescita entrano poi esperienze, appartenenze, ruoli, desideri, fallimenti, scelte e trasformazioni del corpo. L’identità prende forma nell’incontro tra ciò che riceviamo, ciò che viviamo e il modo in cui riusciamo progressivamente a farne qualcosa di nostro.

Per questo una difficoltà identitaria non coincide necessariamente con il “non sapere chi si è”. Può riguardare il sentirsi poco definiti, cambiare molto a seconda della relazione, percepire i propri desideri come poco accessibili oppure vivere soprattutto attraverso aspettative, doveri e immagini di sé costruite per adattarsi.

Adattarsi

A volte ciò che ha aiutato a mantenere un legame finisce per sembrare semplicemente “chi sono”.

Molti modi di essere nascono anche come risposte intelligenti al contesto. Il problema non è averli costruiti, ma non poter più distinguere quando servono e quando restringono possibilità che nel presente sarebbero disponibili.

01

Compiacere

Prestare molta attenzione alle aspettative altrui può essere stato un modo per mantenere vicinanza, ridurre conflitti o sentirsi accettati. Quando esprimere spontaneamente bisogni, desideri o differenze sembrava mettere a rischio il legame, adattarsi all’altro poteva diventare più sicuro che mostrarsi. Nel tempo può diventare difficile riconoscere che cosa si desidera davvero.

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Essere sempre forti

Autosufficienza, controllo e difficoltà a mostrare vulnerabilità possono aver protetto quando chiedere aiuto o affidarsi all’altro non era possibile o non era percepito come sicuro.

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Diventare ciò che serve

In alcune relazioni può essere stato necessario assumere rapidamente ruoli, responsabilità o modi di presentarsi capaci di rispondere ai bisogni dell’ambiente più che ai propri.

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Restare indefiniti

Non scegliere, rimandare, adattarsi molto al contesto o mantenere possibilità sempre aperte può ridurre il rischio di sbagliare, perdere qualcosa o esporsi a un giudizio difficile da tollerare.

Nel presente

La storia può continuare a vivere nel modo in cui ci vediamo, ci giudichiamo e immaginiamo ciò che ci è possibile.

Le rappresentazioni di sé non sono fotografie immutabili. Possono essere costruite dentro relazioni ed esperienze passate e continuare a orientare aspettative, scelte e modi di stare con gli altri anche quando il contesto è cambiato.

Bisogni

Può essere difficile riconoscere ciò di cui si ha bisogno, attribuirgli valore o sentirsi legittimati a chiederlo senza percepirsi eccessivi, dipendenti o egoisti.

Desideri

Capire ciò che si vuole può diventare complesso quando per molto tempo è stato più importante intuire ciò che gli altri si aspettavano o ciò che era necessario fare.

Valore di sé

Vergogna, autocritica o convinzioni profonde di inadeguatezza possono diventare parte dell’immagine di sé anche quando non corrispondono alle possibilità presenti.

Direzione

Scelte affettive, professionali o esistenziali possono essere vissute come troppo definitive, rischiose o dipendenti dal giudizio altrui, rendendo difficile sentire una direzione sufficientemente propria.

Una rappresentazione di sé può essere molto antica e profondamente familiare senza per questo essere l’unico modo possibile di essere nel presente.

Differenziarsi

Diventare più definiti non significa diventare rigidi.

Un’identità sufficientemente stabile permette di riconoscersi nel tempo senza dover essere sempre uguali. Consente di cambiare idea, assumere ruoli diversi, attraversare fasi di incertezza e restare comunque in contatto con un senso di continuità personale.

Differenziarsi significa anche poter riconoscere ciò che appartiene alla propria storia senza esserne completamente determinati: comprendere ciò che si è imparato nelle relazioni, scegliere che cosa conservare e sperimentare possibilità nuove quando il presente lo consente.

La domanda non è soltanto “chi sono?”, ma anche “quanto posso scegliere, oggi, il modo in cui voglio stare con me stesso, con gli altri e nella mia vita?”.

Il lavoro in psicoterapia

Comprendere come ci si è costruiti può aprire possibilità che prima non erano disponibili.

La psicoterapia non cerca un “vero sé” puro da riportare alla luce né propone un’identità ideale da raggiungere. Può aiutare a comprendere come alcuni modi di essere si siano organizzati, quale funzione abbiano avuto e quanto siano ancora necessari nel presente.

01

Riconoscere ciò che si ripete

Una prospettiva psicodinamica permette di osservare rappresentazioni di sé, aspettative relazionali, conflitti e difese che tendono a ripresentarsi, anche quando non sono immediatamente consapevoli.

02

Costruire ciò che manca

Non sempre il lavoro consiste nel recuperare qualcosa che esisteva già. Dentro una relazione sufficientemente affidabile possono anche svilupparsi per la prima volta maggiore fiducia nei propri stati, capacità di differenziarsi e possibilità di scegliere.

La propria storia non viene cancellata: può diventare una parte riconoscibile di sé, senza dover continuare a decidere da sola ciò che è possibile essere.

Il primo passo

Iniziare da un primo colloquio

Non è necessario sapere già con precisione quale percorso intraprendere o riuscire a spiegare perfettamente ciò che sta accadendo. Il primo incontro serve a comprendere la richiesta e valutare insieme se una psicoterapia possa essere utile.

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